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 Leeeentamente....... di DL4U
 
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Indietro non si torna, non si può tornare giù. Quando ormai si vola non si può cadere più....

Vasco Rossi - "Gli Angeli - Nessun Pericolo per Te" - 1996
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di DL4U (del 23/04/2007 @ 12:40:13, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 824 volte)
Luci ed ombre di Google

Presentato al 9° Hackermeeting italiano, il libro "The dark side of Google" (uscito in formato cartaceo per Feltrinelli e distribuito in forma gratuita sul web), è una ricerca dal primi passi di Google (era il 1998) fino ad oggi. Vengono ripercorse scelte, idee e segreti del più usato e diffuso motore di ricerca. Soprattutto il testo si sofferma sulle conseguenze e i rischi del successo planetario di Google.

Segnalato "as is", pur non avendolo ancora letto. Ma lo farò presto.

La versione elettronica, liberamente scaricabile in formato pdf, è qui:

http://www.ippolita.net/google

Aggiornamento al post del 04/05/2006:

Lettura del libro terminata. Il testo ripercorre in modo esaustivo la storia di Google dai suoi primi vagiti in una stanza dell' università di Stanford sino ad oggi. La nascita e l'affinamento dell'algoritmo di PageRank, in una costante tensione nell'offrire sempre all'internauta "sempre il risultato voluto nel minor tempo possibile" e l'idea di fatto utopica dei due creatori "di creare un motore che contenga l'intera rete". Le contraddizioni del  "Gigante Buono": ovvero tutto cio' che sta dietro e soverchia l'idea diffusa "del motore buonista e democratico ". Da dove vengono generati i profitti economici del motore di ricerca? Quali filtri vengono imposti sui risultati delle ricerche? Le ragioni che sottendono alla frenetica nascita di svariati "figli di Google"  (GMail, GTalk, ecc..) e tutte le possibili violazioni attuate alla nostra privacy nel loro quotidiano utilizzo. Una lettura interessante e  consigliata: in fondo utilizziamo Google ogni giorno e assiduamente (quanti di noi, compreso il sottoscritto, lo hanno come home page del browser? ) e ritengo sia opportuno approfondirne la conoscenza per poi farne un uso maggiormente consapevole.
 
Di DL4U (del 21/09/2007 @ 21:29:00, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 1438 volte)

In questo post voglio proporre un tema un po' strano che ritengo possa incuriosire chi di noi bazzica quotidinamente, per lavoro o per diletto, il mondo dei computer e si imbatte nelle mille traversie di questa realtà. Penso sia interessante sapere da dove un po' tutto è nato e "come eravamo" qualche decennio fa; in fondo, nonostante le mille critiche sollevabili, se adesso esiste internet come noi la conosciamo, se l'informatica è divenuta più accessibile (e se, alla fine dei conti, anche questo blog esiste! ) non po' lo dobbiamo anche ai pionieri della prima ora come le persone che andremo a descrivere.

Fate una ricerca su Google con le parole chiave “microsoft 1978” e cliccate su uno qualsiasi dei primi risultati proposti; in tutti i casi potrete ammirare la seguente e, sinceramente un po’ inquietante, foto di gruppo…


7 dicembre 1978 - il primo gruppo di Microsoft

Chi sono questi loschi figuri? Forse un gruppo di feroci terroristi brigatisti direttamente usciti da un libro fotografico degli anni 70? Un manipolo di freak ? Ovviamente no, anche se l’aspetto è potrebbe trarre in inganno. E’ stata scattata il 7 dicembre 1978 in qualche scantinato del New Mexico (USA) e questa “allegra” comitiva o piccola collezione di mostri (dipende dai punti di vista) non è altro che il primissimo nucleo di collaboratori della Microsoft, quando i successi e le vagonate di soldi di Windows erano ancora ben lungi da venire.

Nella foto sono presenti i due fondatori della società; quello più noto - Bill Gates, il primo in basso a sinistra – e quello “più sfigato” Paul Allen, l’ultimo in basso destra - che poi uscì dalla compagnia nel 1983; degno di nota per entrambi l’aspetto: il primo tipicamente da nerd di college americano, il secondo un fricchettone anni ’70. Lo stesso Bill Gates conferma l’autenticità della foto riportandone una copia nella sua pagina biografica all’interno del sito web di Microsoft :

http://www.microsoft.com/presspass/exec/billg/bio.mspx

Ma "zio Bill" a parte che fine hanno fatto i restanti personaggi immortalati in questo ritratto? Eccone un veloce resoconto (anche economici .. - dati del 2005)

Fila in alto

Steve Wood

Programmatore. Lasciò Microsoft nel 1980. Adesso gestisce una società di telecomunicazioni. Patrimonio presunto 15 milioni di dollari .

Bob Wallace

Primo product manager e designer di Microsoft. Lasciò la compagnia nel 1983. A causa della dipendenza da droghe e psicofarmaci morì nel 2002 con un patrimonio di 5 milioni di dollari.

Jim Lane

Project manager. Lasciò Microsoft nel1985. Ora gestisce una propria software house. 20 milioni di dollari.

Fila centrale

Bob O'Rear

Matematico. Lasciò Microsoft nel 1993. Gestisce un ranch e un allevamento. 100 milioni di dollari.

Bob Greenberg

Programmatore. Lasciò Microsoft nel 1981. Adesso sviluppa software per corsi di golf. 20 milioni.

Marc McDonald

Programmatore. Primo dipendente Microsoft, lasciò la società nel 1984 rientrandone poi dalla porta di servizio quando MS acquisì la Design Intelligence, la compagnia per cui lavorava. Ha ancora il privilegio di sfoggiare il badge numero 00001. 1 milione di dollari.

Gordon Letwin

Programmatore. Lasciò Microsoft nel 1993. Adesso è un ambientalista. 20 milioni di dollari

Fila in basso

Bill Gates

Uno dei due fondatori . E’ il chairman di Microsoft anche se ha lasciato l’attività day by day nel 2003 dedicandosi maggiormente alle attività filantropiche delle sue fondazioni. A lungo la persona più ricca al mondo accreditata di 50 miliardi di dollari

Andrea Lewis

Scrittore. Lasciò Microsoft nel 1983. Adesso è giornalista free-lance. 2 milioni di dollari.

Marla Wood

Contabile. Moglie di Steve Wood. Lasciò Microsoft nel 1980, adesso svolge attività di volontariato. 15 milioni.

Paul Allen

L’altro fondatore, quello meno noto. Lasciò Microsoft nel 1983 rimanendone comunque consigliere strategico. Adesso gestisce team sportivi e svolge attività filantropiche. 21 miliardi di dollari.

Una storia singolare vero? In uno dei prossimi post racconteremo la cronistoria della nascita (1975) ai giorni nostri di Microsoft; ammettiamolo tutti, e parlo di chi come me lavora nel campo dell' Information Technology, nonostante le numerose critiche e invettive che quotidianamente lanciamo verso lo "Zio Bill" e alle paturnie dei suo prodotti, in fondo se oggi abbiamo un lavoro abbastanza consolidato lo dobbiamo anche alle persone di immortalate in quella foto...



il primissimo logo di Microsoft
 
Di DL4U (del 26/12/2007 @ 13:13:09, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 645 volte)


Sono passati esattamente venti anni  da quel 24 dicembre 1987, giorno in cui venne registrato il primo dominio internet “.it”  ovvero il primo vero passo della diffusione del web anche in Italia. Ripercorriamo qualche veloce cenno storico degli eventi: siamo nella seconda metà degli anni ottanta, “internet”, diffuso già da una decina d’anni, era ancora soltanto un misterioso vocabolo che la maggior parte delle persone comuni associavano ad uno strano acronimo o ad uno strumento militare riservatissimo. In Italia (come del resto anche in altri paesi del mondo) i primi acquirenti di “spazio” sulla grande rete furono università, enti scientifici e amministrazioni pubbliche. I primi servizi attivati sulla rete (allora ritenuta principalmente solo uno strumento per trasferire dati a distanza a  velocità risibili rispetto agli standard attuali) consentivano la gestione e il “data-entry”  sulle prime banche dati diffuse:  i centri di ricerca, le università  e gli enti usavano internet in prevalenza per lo scambio di risultati e dati di laboratorio, di ricerca o amministrativo-commerciali. Il 30 aprile del 1986 venne stabilito il primo collegamento tra Pisa e gli Stati Uniti. La trasmissione avviene via satellite ed è frutto del lavoro dei ricercatori dell'allora neonato Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (Cnuce). Ai tempi (ma è ancora così a distanza di venti anni)  le authority americane gestivano i domini in tutto il mondo; circa 20 mesi dopo il primo collegamento Italia-Usa  all’Istituto di Pisa venne assegnata la gestione del Registro dei domini “.it” “. Eravamo il quarto paese europeo, in ordine di tempo, ad adottare l'Internet protocol. Il primo dominio italiano assegnato fu proprio “CNR.it” . Passato il primo periodo pioneristico, nel 1994, venne  aperta la prima “anagrafe” dei domini, ma registrazioni attive sono ancora modeste: soltanto 150. Occorre attendere il 1999 (anno storicamente associato al “boom della new economy”)  per  osservare una crescita esponenziale  del numero dei domini attivi. Nel 1999 i siti attivi erano 90.500, solo un anno dopo le sigle “.it” si erano moltiplicate fino ad arrivare a circa 409.694. Attualmente  l’Italia del  “.it”  è al 6° posto (1 milione e mezzo di siti) in una classifica dei domini "più registrati", dietro al britannico “.co.uk”, del francese “.fr” e del tedesco “.de”.

Nel frattempo molto è cambiato: la grande rete non è più uno strumento di nicchia ad uso esclusivo di enti e laboratori di ricerca. Su internet ormai si trova di tutto un po’ e gli utenti sono ormai le persone comuni di ogni età o estrazione socio-culturale. L’uso della rete è di molto cambiata: dal puro data entry si passati attraverso la rivoluzione del WWW e dell’HTML ,  al boom e alla seguente implosione dei primi provider di servizi, all’epoca dei primi portali generalisti, sino al WEB 2.0 dei giorni d’oggi dove i contenuti della rete sono creati dagli stessi utenti connessi (blog e YouTube su tutti sono i principali esempi) in attesa dell’ennesima evoluzione (o rivoluzione) della rete promessa dal WEB 3.0. A venti anni di distanza dalla sua nascita il servizio italiano di registrazione e gestione dei domini “.it”, tecnicamente definito "Registro del ccTld .it", e' gestito dall'Iit-Cnr di Pisa, erede del pionieristico Cnuce. Spesso criticato per l’eccessiva lungaggine nelle procedure di registrazione dei domini (e l’ esperienza personale mi conferma abbastanza questa impressione generale),  il CNR nella persona dell’ingegner Enrico Gregori , attuale responsabile del Registro, annuncia proprio in questi giorni il nuovo passo avanti per la rete italiana. Dice Gregori “Il nostro prossimo obiettivo è permettere a operatori e utenti l'immatricolazione in tempo reale”  il CNR sarebbe quindi prossimo al passaggio a un sistema di registrazione dei domini definito "sincrono" che riuscirebbe ad allineare il Registro italiano a quello di altri Paesi in tempo pressoché reale, garantendo una sensibile riduzione dei tempi tecnici necessari alla struttura del CNR per ottemperare alla procedura, ora come ora lenta e farraginosa, e  spesso fonte di polemica da parte degli utilizzatori finali. Chiudo con un dato aggiornato secondo il sito ufficiale del Registro del CNR  (www.nic.it) al 26/12 sono 1,474,743 i domini  italiani attualmente attivi o in fase di attivazione. Buon compleanno ".it" !

 
Di DL4U (del 31/01/2008 @ 23:05:42, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 2053 volte)
Dopo anni di sofferenze, lentezze e modem 56k oggi è arrivata la larga banda anche a casa mia; ma differenza della maggior parte di voi a me è arrivata direttamente dal cielo (e non è una metafora!), grazie alla tecnologia hyperlan e al servizio Eolo di NGI . Ragazzi, oggi è un giorno storico: il primo post sul blog ad alta velocità direttamente da casa mia senza più fili, telefonate o schede umts! Tutto flat, e a banda piena a 3 Mbps! : - D : - D
Sono le prime ore di utilizzo, ma non c'è che dire la prima impressione è ottima... come corre!! Ecco i primissimi dati sul campo:

Connessione EOLO 3M/512k, banda minima garantita 256 kb/s / 95%, antenna ad alto guadagno, router broadband Linksys WRT54G. Test effettuati da portatile collegato wireless al router (scheda G, 54 Mbps) apparecchi su piani diversi della casa.

Status antenna e BTS (antenna remota cui sono collegato)



Test "spot" della velocità (download) dal sito intel



Test ripetuti (down e up) su sito http://www.speedtest.net/

primo (mentre era in corso download della iso di Ubuntu 7.10 dal sito ufficiale - vedere splash successivi)



ecco il download di Ubuntu in corso (386 kB/sec di picco, mai sotto 200 kB/sec)



Successivo test della connessione a banda scarica (qui mi sa che la bts era particolarmente scarica : - D )



Ed ecco infine una foto della "mia porta verso il mondo internet "
(BTS NGI di Monte San Salvatore - Lago Maggiore - NO - foto da forum NGI )



Direi che ad occhi ci siamo: banda piena, scarsa latenza!! A breve un test e un reportage più approfondito!

... oggi il futuro è entrato prepotente a casa mia ....  : - D
 
Di DL4U (del 02/03/2008 @ 21:07:26, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 5438 volte)


Eureka! Come vedete dallo splash sopra pubblicato, dopo un bel po' di tentativi (e qualche sacramento tirato : - ) ) sono riuscito a caricare sul routerino di FON (Fonera modello 2100) il firmware open souce (linux based) DD-WRT 24 RC 6.2. Il piccolo router nasce con preinstallato una versione brandizzata FON del firmware Open-WRT per l'uso specifico entro al comunità FON.


L'hardware del router è prodotto da Accton ha le seguenti specifiche niente male:

Fonera Model 2100

  • CPU: Atheros AR531X_COBRA - MIPS 4KEc V6.4 - 183.50 mhz
  • RAM: Hynix hy57v281620etp-h - 16 MB
  • Flash: ST(84) H - 25P64V6P - MYS 636 - 8 MB
  • Ethernet: (1x) Altima AC101 (10/100 Mbit/s) [Auto-MDI(X)]
  • Wireless: IEEE 802.11b / 802.11g (up to 54 Mbps)
  • Antenna Connector: RP-SMA Connector (Reverse SMA)
  • Antenna Omni-Directional detachable antenna (2dBi)
  • Dimensions: 93.5 mm x 25.5 mm x 70 mm (excluding antenna)
  • Powersupply Input: 100-240V ~ 50-60 Hz 0.3A. Output: 5V DC, 2.0A Output
  • Power Consumption: 4 Watt
  • Reset Switch
Con DD-WRT la piccola scatolina rinasce a nuova vita dotandosi di features di primissimo ordine: routing, bridging, NAT, WDS, QoS, HotSpot, VPN, tutte funzioni integrate nel firmware (che ricordo essere Linux based, gratuito, open source e rilasciato sotto licenza GPL) che tra l'altro è installabile su quasi tutta la serie dei router Linksys WRT54G. Potete consultare il sito ufficiale del progetto DD-WRT all'indirizzo http://www.dd-wrt.com dove oltre a tutte le caratteristiche del firmware potete trovare anche la lista di tutto l'hardware supportato. Troppo forte la tentazione per non provre subito l'hacking. L'installazione sulla Fonera non è del tutto immediata (anche perchè di fatto una forma di hacking su un sistema che nasce "embedded" sul fw di FON, e bloccato ad ogni forma di update via SSH), ma dopo un bel po' di prove (anche attaverso porta seriale) sono riuscito a trovare la procedura corretta di modifica, a cui ho fatto una personale modifica per mia pura e semplice comodità.
Il primo passo consiste nel resettare alle impostazioni fabbrica (e contemporaneamente downgradare il firmware originale di FON alla versione 0.7.1.1 dove la porta SSH era aperta). Ecco come fare (qualunque sia la versione del firmware a bordo della vostra scatolina, basta che sia una model 2100):
  • Con la Fonera accesa da almeno 5 minuti, premete il tasto reset situato sotto il router;
  • Tenendolo premuto togliete l’alimentazione;
  • Contate fino a 5 e ricollegate l’alimentazione continuando a tenere premuto il tasto reset finché il led “WLAN” non si accende e poi si rispegne (ci vogliono almeno 2/3 minuti);
  • Rilasciate il tasto reset.

A questo punto La Fonera è tornata nelle condizioni di fabbrica, con il firmware iniziale e le credenziali di accesso resettate a utente: root e password: admin. Pare una cretinata questo primo passo, ma solo per questo ho dovuto girare un bel po' di siti e forum non riuscendo a trovare l'esatta combinazione di mosse da eseguire (la corretta sequenza l'ho trovata poi su questo blog ). A questo punto è necessario procurarsi un po' di software e decidere il percorso da seguire: il metodo via utility o il metodo a linea di comando.

Metodo via utility

Se scegliete il metodo via utility dovete scaricare ed installare il seguente materiale:

1) Il software Winpacp

http://www.winpcap.org/install/bin/WinPcap_4_0_2.exe

2) il software che esegue il flash del firrmware "AP5"

http://fon.testbox.dk/flashing/GUIfl...gui-1.0-24.exe

3) Scaricare dal sito DD-WRT i file vmlinux.bin.l7 e root.fs (il core del nuovo firmware) - solo questi 2 file!

http://www.dd-wrt.com/dd-wrtv2/down.php?path=downloads%2Frelease+candidates/

selezionate la versione del fw, selezionate l'hardware (ovviamente La Fonera) e quindi scaricate i due file :
root.fs e vmlinux.bin.l7

I
nstallato Winpcap (basta un doppio click) avviamo l'utility ap51. Selezioniamo nel campo rootfs il file file root.fs salvato precedentemente dal sito di dd-wrt e per il kernel selezionate il file vmlinux.bin.l7, clicchiamo quindi sul box " ddwrt..nvram ". Effettuate queste manovre selezioniamo la connessione di rete ethernet del vostro pc (ovvero quella che andrà fisicamente connessa con un cavo ethernet - dritto - alla Fonera). A questo punto colleghiamo il cavo ethernet alla Fonera, senza alimentarla. Non è necessario che alla scheda di rete del pc sia assegnato un indirizzo ip. Startiamo l'utility (bottone "GO!") e dopo qualche secondo accendiamo la Fonera.Dopo alcuni messaggi di "packet loss", l'utility fornirà l'ip sia alla vostra scheda di rete e della Fonera. Lasciamo macinare l'utility senza intervenire (l'intero processo di flash dura circa 20 minuti). Una volta terminato il flash l'utility si chiude automaticamente. La Fonera eseguirà un reboot e dopo qualche minuto sarà operativa, e di nuovo raggiungibile via web all'indirizzo http://192.168.1.1 (con login root/admin): ma come per magia ci troveremo di fronte la console web di DD-WRT : - ) facile no?

Metodo via linea di comando

I più duri e puri di voi invece dopo il passo di reset della Fonera al firmware originale possono seguire l'ottima guida in inglese pubblicata qui http://uselesshacks.com/?p=23

Buon hack, e godetevi un nuovo router/access point/bridge (DD-WRT permette svariati ambiti d'uso) a cui avete appena messo "il turbo" !

 
Di DL4U (del 24/03/2008 @ 23:05:40, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 1306 volte)

Avviso che questo è un post tecnico.. vi rimando ai prossimi per le "patacate" del periodo pasquale... : - )

In questo periodo per lavoro ho avuto modo di affrontare l’argomento ISCSI e storage condivisi su network TCP/ IP. In ambito lavorativo abbiamo adottato un sistema professionale brandizzato HP su base Windows Storage Server 2003 (ovviamente su hardware dedicato e con costi non abbordabili per un uso domestico): ho quindi affrontato una ricerca per ottenere un risultato equivalente, sempre su base Windows (2000 professional e server, XP Pro e 2003 Server). Ma prima di descrivervi i risultati dei miei studi, una breve panoramica sulla tecnologia: Internet -SCSI (ISCSI appunto) è un protocollo standard per incapsulare i tipici comandi SCSI all’interno di pacchetti TCP/IP e che consente il trasporto blocchi di dati su reti IP. ISCSI è di norma utilizzato per realizzare Storage Area Networks (SANs) IP based. Il principale vantaggio di questa soluzione è la possibilità di creare storage a basso costo, caratterizzate da buone prestazioni di I/O (comunque dipendenti dalle perfomance della rete TCP/IP sottostante), anche su lunghe distanze (in LAN o WAN) sfruttando una normalissima rete Ethernet (ovviamente meglio se fast o gigabit) anziché collegamenti dedicati (canali scsi o fiber channels) tra gli storage e i server.

Nell’architettura due sono i ruoli svolti: il ruolo ISCSI target è detenuto dall’host di rete dove si vuole sharare un device o dello spazio disco (tipicamente nel nostro ambito casalingo un serverino/pc con un po’ di spazio disco da donare alla rete) . Sulla macchina che svolge il ruolo di target deve essere in esecuzione un software iSCSI target , in grado di supportare una buona varietà di device fisici/virtuali connessi alla macchina. Il secondo ruolo è quello di ISCSI client (initiator) ovvero la macchina che deve connettersi al target per ottenere l’accesso ad un device condiviso (per esempio dello spazio disco). L’ ISCSI initiator consente l’accesso a differenti e molteplici device target ISCSI. La comunicazione tra ISCSI target e ISCSI initiator è effettuata su una normale rete TCP/IP (LAN o internet, anche su link geografici).

Ecco i principali pro di questa soluzione:

  • · costi ridotti di realizzazione
  • · semplicità e scalabilità, su reti TCP/IP (LAN, WAN, internet) anche protette da firewall
  • · semplice realizzazione di soluzioni di disaster recovery e replicazione dei dati remota
  • · integrazione possibile con i normali canali SCSI

Stanti queste premesse, l’obiettivo da raggiungere era quello realizzare un ISCSI target a costo modico su sistema Windows, senza per forza utilizzare le versioni Storage Server di 2003. Risultato raggiunto il prodotto StarWind (scaricabile gratuitamente in versione “personal”, previo registrazione, qui http://www.rocketdivision.com/wind.html) . Il prodotto nella forma “personal” è gratuita, funzione bene, è di semplice installazione e permette di testare la tecnologia ISCSI in casa a costo zero: unico limite di questa versione il limite di un solo accesso client contemporaneo al device ISCSI condiviso da target (un solo client alla volta può aprire la connessione sul device). Di fatto però i costi relativamente contenuti delle licenze “full” lo rendono appetibile anche in ambito professionale dove magari c’è l’esigenza di integrare una architettura server/client già esistente con soluzioni SAN su ISCSI.

Qui vi pubblico un piccolo manualetto sull’uso del prodotto, frutto delle mie prove.

 
Di DL4U (del 31/03/2008 @ 23:24:36, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 628 volte)
In questo veloce post vi propongo una fotogallery dedicata ad Eolo (la mia connettività broadband wireless su tecnologia Hyperlan) realizzata con Autoviewer, un visualizzatore free di immagini in flash, integrabile con Adobe Lightroom e Picasa. Lo potete scaricare gratuitamente qui http://www.airtightinteractive.com/projects/autoviewer .. consigliato!

Ecco la galleria... diciamo che è un modo "alternativo" per proporvi alcuni scorci delle mie zone. Alcune foto sono mie, altre (quelle più acrobatiche) sono state prese dal sito di NGI ... Buona visione!

 
Di DL4U (del 12/04/2008 @ 16:20:53, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 610 volte)
Rispondo con notevole ritardo a Luca che ha commentato il 02/04 il post sul DD-WRT e la Fonera. L'installazione del firmware sul router Linksys WRT54GL è fattibile; verifica però prima la versione del tuo hardware leggendo la targhetta riportata sotto l'apparato (vedi figura sotto)



Dovresti avere la versione 1.0 (che è anche l'unica presente sul sito Linksys). La versione 1.0 del Linksys WRT54GL è ufficialmente supportata ed è presente nella lista dei device compatibili con il DD-WRT:

http://www.dd-wrt.com/wiki/index.php/Supported_Devices#Linksys

La procedura di modifica in questo caso è molto più semplice dato che il firmaware lo carichi direttamente dall'interfaccia web di gestione del router (dalla sezione "Administration" -> "Firmware Update"), come è ben spiegato in questo forum:

http://www.testmy.net/forum/t-12222

Non ho esperienza diretta; io ho un Linksys WRT54G versione 7 (che non supporta DD-WRT), ma dovrebbe andarti bene senza problemi. Unica cosa da considerare è la garanzia del prodotto: se è ancora sotto garanzia in caso di problemi dovresti ricaricare la versione originale del firmware Linksys, altrimenti non penso ti diano assistenza. Trovi il fw Linksys originale qui (tieni via una copia in caso di recovery ; - ) ). Buon modding!
 
Di DL4U (del 01/05/2008 @ 23:07:39, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 628 volte)
Come potete apprezzare dallo screenshot sottostante questa sera ho installato con successo il service pack 3 di Windows XP sulla versione professional in italiano (SP2, regolarmente sottoposta ad update) installata sul portatile. Tutto è andato bene e nessun inconveniente riscontato. Scaricato il pacchetto (i dettagli li descrivo in seguito) si lancia l'eseguibile autoscompattante che esegue le operazioni di rito: backup dello stato del sistema, creazione del punto di ripristino e sostituzione delle varie componenti. Riavvio di prassi e il pc parte eseguendo le ultime operazioni: una schermata blu (no, no non quella della "morte" : - D che tanto terrorizza, ma una semplice scritta "attendere..." su un pannello tipo quello del controllo dei dischi, qundi il logo di XP con altra scritta "attendere prego..." tipo prima installazione, una richiesta di attivazione degli aggiornamenti automatici di Windows (posticipabili bili in seguito come sempre), e quindi il desktop. Prima di avere la barra di start ho atteso ancora una configurazione di Outlook Express (un minuto circa), che non uso ma che ho installato. Terminato il tutto ecco XP nella sua ultima revisione. Prime impressioni: le modifiche apportate da SP3 raccolgono molte delle patch già rilasciate col normale ciclo di Windows Update, alcune sostanziali migliorie in "background" e negli strumenti di controllo (vedi la MMC) e l'aggiunta di alcune funzionalità sopratutto sul lato del networking (sicurezza e compatibilità con i sistemi Vista e Server 2008). Un' impressione che al primo uso ho avuto è una maggiore velocità complessiva nell'esecuzione dei programmi (su internet dicono un 10% in più rispetto a SP2). In ogni caso con questo nuovo pack il buon vecchio XP si conferma un sistema maturo e stabile per l'uso professionale capace di dare molto filo da torcere a Vista (troppo penalizzato, specie in ambito aziendale, dalle elevate richieste sul piano hardware, dalle incompatibilità software e dalla cronica mancanza di driver per molte periferiche). Per la cronaca...proprio negli ultimi tempi la vita di Vista nel mercato professionale è stata ulteriormente complicata dalla politica dei maggiori produttori (HP, Dell, Lenovo), che sfruttando un cavillo delle licenza Ultimate, riforniranno le aziende fino al 2009 inoltrato di pc downgradabili facilmente a XP Pro (leggi articolo). Ovviamente prima di tentare tentare anche voi lo stesso esperimento accertatevi che la vostra licenza di Windows in uso sia genuina ed autentica! (se non lo fosse lascio alla vostra creatività e a qualche ricerca su internet la risoluzione del problema)



Il pacchetto SP3 in italiano non è ancora disponibile nel normale canale di Windows Update (dovrebbe essere pubblicato il prossimo 5 maggio), ma esistono diversi canali "paralleli" per ottenerlo dal sito di MS (sono i pacchetti eseguibili interi da 308 MB, non i setup via web):

Service pack 3 per Windows XP in italiano
Service pack 3 per Windows XP in inglese

Se invece volete una descrizione tecnica delle nuove features del pack vi rimando a questa pagina del sito di MS (in inglese).

Buona installazione & lunga vita ad XP!
 
Di DL4U (del 11/05/2008 @ 21:42:30, in Informatica,tecnologia,hacking, linkato 704 volte)
E' bastato un banale black-out elettrico in un condominio e il web italiano si è oscurato. E' successo lunedi 5 maggio scorso nel pomeriggio, intorno alle 17,30 quando la rete Internet e molti siti di importanti quotidiani, società di servizi o commerciali e istituzioni si sono improvvisamente oscurati. Per più di un'ora.
Forse non tutti sanno che in Italia internet ha uno snodo vitale (non ridondato) in una sala di 400 metri quadrati situata a Milano in via Caldera, protetta da guardie, sistemi di sicurezza e porte blindate. E' il "Milano Internet Exchange" per gli amici "MIX". In questo locale sono ospitati i router delle compagnie che forniscono connettività e servizi internet in tutta Italia (i cosidetti "ISP" - Internet Service Providers e i "Carriers" ovvero i providers di delle infrastrutture di trasporto dei dati). Nel MIX troviamo macchine collegate fra loro capaci di veicolare il 60% di tutti i dati che ogni giorno vengono scambiati in rete in Italia e facendo punto di contatto tra le sottoreti dei vari ISP e Carriers italiani. Se il MIX è attivo, la rete italiana vive. Se il MIX si ferma, il Paese si ritrova "zoppo" privato del principale snodo internet (al momento in Italia sono attivi altre tre strutture di tipo MIX, Torino, Roma e Firenze, ma sommate assieme non sono in grado di supportare nemmeno la metà del traffico veicolato dal centro di Milano).
Per 62 minuti MIX, lunedi scorso, è andato fuori linea provocando disagi a milioni di utenti del web. E-mail ritardate, lentezza nell'apertura delle risorse web e i siti come quello del Corriere della Sera o del Sole 24 Ore, completamente oscurati. Motivo di tutto ciò? Un semplice black-out in un condominio, alla periferia Ovest di Milano. Probabilmente il corto circuito nell'impianto di un ascensore. Il guasto - avvenuto in uno stabile adiacente al MIX - si è «riverberato» sull'impianto elettrico della "farm" del web italiano. Una centralina che assicura l'energia elettrica all'edificio è andata in sovraccarico a causa del "riverbero" e ciò ha determinato un principio di incendio al gruppo di continuità a cui è connesso il MIX. Sono partite automaticamente le procedure di spegnimento automatico delle macchine e dei server mentre pare che il generatore diesel a supporto non sia comunque riuscito ad alimentare il sistema sopperendo al guasto. Così il MIX si è bloccato dalle 17.28 alle 18.30. Alcuni siti riportano anche la notizia che il "corto" all'ascensore sia stato causato da un intervento maldestro di alcuni tecnici elettricisti. In ogni caso già nei giorni precedenti alcuni cali di tensione avevano messo a dura prova l´intero distretto di via Caldera, un "indotto" dove hanno uffici le grandi aziende che operano in Internet in Italia, fra cui Google. Il MIX, come lo conosciamo oggi, è nato nel 1996 da un´idea del pioniere informatico Marco Negri. È partito da un presupposto semplice: è assurdo che un messaggio inviato da Milano per arrivare a Roma debba passare dagli Usa (non essendoci una struttura di smistamento Italiana). Così, con un pool di soci, ha creò l´embrione del primo MIX taliano, che negli anni è cresciuto fino a essere il colosso che è oggi, a cui sono collegati i 32 maggiori operatori italiani. E dove ogni giorno passano in media 194 milioni di MegaByte.

Tutta questa storia mi ricorda da vicino quanto accaduto circa un mese fa in quel di MM a Milano e fa pensare che un po' tutto il mondo è paese nel bene e nel male : - D inoltre ha messo sotto gli occhi di tutti la vulnerabilità della rete italiana al momento incentrata su un unico snodo cruciale senza forme di ridondanza efficaci. Per chi fosse interessato a conoscere di più il MIX italiano vi linko il sito ufficiale della struttura dove è possibile leggere il comunicato stampa ufficiale in merito all'evento e controllare in tempo reale il traffico passante sul MIX

Ecco i dati giornalieri di stasera alle 22.20 circa (fonte http://www.mix-it.net/index_flash.htm) ...




Se fate fatica a leggere i dati nell'immagine (ho dovuto ridimensionarla) salvatela sul vostro pc... comunque son:

- 24,370 Gb/s di punta massima nelle ultime 24 h,
- una media di 19,295 Gb/s
- un valore istantaneo di 22,822 Gb/s !!! Si naviga eh? : - D : - D

Ah... segnalo infine l'interessante tool che viene usato da MIX per rilevare questi dati. E' freeware e si appoggia al protocollo di controllo SNMP attivo sui routers... E' il tool di Tobi Oetiker's MRTG - The Multi Router Traffic Grapher che trovate da scaricare per linux e windows sul sito linkato...
 
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