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 La vecchia ferrovia del mare... di DL4U
 
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A volte la notte me ne sto sveglio nel letto e mi chiedo: "Dove ho sbagliato?", poi una voce mi dice "Ti ci vorrà più di una notte per questo".

Charlie Brown
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di DL4U (del 09/09/2008 @ 21:45:47, in My Seventies, linkato 711 volte)
Gli anni settanta sono stati anni confusi, controversi, drammatici ma se andiamo ad analizzarli nel profondo  straordinariamente irripetibili per alcune piccole ed importanti esperienze di vita che ci hanno donato. Nel panorama musicale delle canzonette italiane c'era chi, più di trent'anni fa, aveva il coraggio di spiazzare il pubblico con un linguaggio irriverente e surreale, fatto di versi taglienti e nel contempo dolcissimi, semplicemente giocando con le parole e con i gesti. Un pazzo, un clown, che saliva sul palco armato solo della propria voce roca e di una chitarra. Probabilmente questa era l'opinione della massa che, in quei tempi, non riusciva a capire cosa intendesse quello smunto folletto quando parlava di "cieli sempre più blu" (forse confondendoli drammaticamente con quelli classici "di cartone" di Modugno); per questo e per altri motivi spesso deriso, discriminato  forse odiato. Un uomo che forse ha avuto un'unica colpa: aver cercato semplicemente di essere  sempre e solo sè stesso in ogni modo ed in ogni situazione. Ora senza paura di essere smentiti possiamo dire che quel cantautore era nato troppo presto per i sui tempi, per il grande pubblico e per la società che così bene metteva alla gogna nelle sue canzoni, denunciandone magagne e storture con una precognizione senza pari. Purtroppo il destino l'ha chiamato a sè troppo presto e la forza del suo messaggio è stata compresa solo dopo la morte. Come spesso accade. C'è una citazione da una scena da  "La Meglio Gioventù"  che mi piace ricordare: "Gli dei di tanto in tanto si divertono ad inviare sulla terra alcune persone speciali, destinate a cambiare e segnare per sempre l'esistenza di chi vive vicino a  loro. Ben presto però gli dei sentono la mancanza di questi loro figli migliori e quindi li richiamano in fretta a loro strappandoli precocemente all'affetto dei loro cari che saranno così destinati a vivere nel loro perpetuo ricordo".   Leggete i versi che sotto vi trascrivo, datene la vostra intepretazione e rifletteteci sopra, come avrebbe voluto l'autore, come avrebbe voluto Rino.



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Mio fratello è figlio unico
Rino Gaetano, 1976

Mio fratello è figlio unico
perche' non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto-Ancona
e non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo
mio fratello e' figlio unico
perche' e' convinto che Chinaglia non puo' passare al Frosinone
perche' e convinto che nell'amaro benedettino
non sta' il segreto della felicita'
perche' e' convinto che anche chi non legge Freud
puo' vivere cent'anni
perche' e' convinto che esistono ancora
gli sfruttati malpagati e frustrati
mio fratello e' figlio unico sfruttato
represso calpestato odiato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico deriso
frustrato picchiato derubato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico dimagrito
declassato sottomesso disgregato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico frustato
frustrato derubato sottomesso e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico deriso
declassato frustrato dimagrito e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico malpagato
derubato deriso disgregato e ti amo Mariù

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Di DL4U (del 04/12/2007 @ 22:35:42, in My Seventies, linkato 742 volte)




DOSSIER 77
Tra drammi e speranze
uno speciale de "La Storia siamo Noi"
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"E' un anno profondamente contraddittorio il 1977, contrassegnato da un lato, sul piano ideologico-politico, dall'escalation della violenza terroristica col suo strascico di morte, dall'altro, su quello di una socialità alternativa, dalla nascita di iniziative costruttive, tra cui le cosidette Radio libere e l'Estate Romana. E a ciò si aggiunge la parabola e l'arresto di Vallanzasca, criminale solitario e fuori dagli schemi."

Inizia così lo speciale del progetto Rai Educational
"La Storia siamo Noi" dedicato alle vicende, ai fatti del 1977: l'anno dell'inizio della contestazione dura che sfocerà nel periodo degli "anni di piombo" e negli scontri aspri tra opposte fazioni politiche. E' l'anno delle prime radio e tv libere che oppongono per la prima volta una voce diversa, spesso pionieristica, al monopolio Rai; una sentenza della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976 ha sancito per la prima volta che l'etere è di tutti e che le trasmissioni (purchè a diffusione locale) sono legittime. In ogni parte d' Italia nascono come funghi nuove tv e radio private portando il paese verso il lungo (e ancor oggi non concluso) percorso del pluralismo di contenuti, di scelta e di informazione.

In questo dossier c'è un po di tutto per approfondire le tematiche del 1977: i colori e le immagini, il diario e la cronaca, le contraddizioni e le rivoluzioni di quell'anno, il mio anno.


Cliccate sull'immagine seguente accedere al sito e ai contenuti del Dossier 77.






 
Di DL4U (del 25/05/2007 @ 11:00:15, in My Seventies, linkato 1032 volte)

Come molte persone nate negli anni settanta sono sfacciatamente orgoglioso di essere nato in quel decennio. Inoltre l’essere nato per poche ore nel 1977 anziché nel 1978 mi lega ancor di più a quel periodo quasi come se in una lotta contro il tempo avessi voluto strappare l’ultimo biglietto disponibile per quell’anno. Sarà la relativa singolarità della data ma i cosiddetti cosiddetti “anni settanta” soprattutto analizzati dal punto di vista della storia e dello società italiana, hanno sempre suscitato in me un profondo interesse.L’obiezione che mi si più muovere è semplice e ampiamente prevedibile: di quegli anni, non posso dire di aver vissuto nulla in prima persona, ma è innegabile il fascino sottile e perverso che quel decennio emana per ogni persona anche solo vagamente curiosa di capire le proprie origini o il contesto in cui la propria vita ha preso le mosse.

Milano - Scontri armati per le vie della città

Guardate la foto pubblicata sopra; in questa immagine c’è tutta la sintesi di quel periodo. Milano, centro città. Un ragazzo spara ad altezza uomo durante uno dei tanti scontri tra le tante e opposte fazioni in cui l’Italia ancora si divide e si spacca continuamente su tutto: comunisti e fascisti, forze dell’ordine e movimenti studenteschi e operai, sindacati e padroni, cattolici e laici. Sono gli anni in cui in cui si assiste alla fine delle illusioni del boom degli anni sessanta e il progressivo estremizzarsi delle idee movimenti del ’68, e si prepara il contesto storico dove poi si formeranno i fatti e le mille sfaccettature storiche e sociali, i drammi e le paure degli anni settanta.

Sono ancora negli occhi di tutti noi, più o meno trentenni di oggi, le immagini di quel periodo: da lì e da quei fatti, da quel clima di precarietà e paura forse derivano le tante contraddizioni della nostra generazione; un decennio di cruda realtà e di caduta degli angeli tra i due cuscinetti di onirica illusione degli anni sessanta (dove il relativo benessere economico diffuso giustificava una certa euforia e spensieratezza) e degli anni ottanta (da me, come da molti , ritenuto un po’ un periodo “sintetico” , artefatto sotto diversi punti di vista). Racconterò gli anni settanta per come li ho letti, per come li ho visti in immagini pubbliche e personali e dell’epoca, per come li ho ascoltati nella musica e scrutati nella tv e nel cinema di quel tempo. “My Seventies” : a partire naturalmente dal mio anno di nascita. Il 1977. Un anno ricco di eventi e fatti, in Italia e nel mondo, forse tra i più significativi dell’intero decennio. L’Italia è nel pieno degli anni di piombo: sono alle spalle le stragi di Piazza Fontana a Milano (1969), di Piazza della Loggia a Brescia e del treno Italicus (1974), le Brigate Rosse preparano il tragico rapimento di Aldo Moro che metteranno in atto nel ‘78 ed da lì a poco un vile e atroce boato sventrerà la stazione di Bologna (sabato, 2 agosto 1980) in un tranquillo giorno d’estate portandosi con sé la vita di 85 persone.

La prima pagina del Corriere della sera il giorno dopo Piazza Fontana

Il paese è percorso da una sensazione di precarietà dovuta all’instabile situazione politica, economica e sociale e sente quotidianamente tutto il peso della tragicità degli eventi che ormai si susseguono con impressionante regolarità nella cronaca di tutti i giorni.

L’anno inizia in pieno sin da gennaio: a Catanzaro si apre il processo a carico di due neofascisti (Freda e Ventura) imputati per la strage alla Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana a Milano. Dal momento di quello scoppio, che causò il 12 dicembre 1969 la morte di 12 persone inermi, l’intero paese non sarà più lo stesso; in un lampo si lascerà alle spalle i movimenti studenteschi ed operai del ’68 per cadere nel gorgo dei cosiddetti “anni di piombo”, ovvero il periodo in cui la contrapposizione tra le avverse fazioni politiche in cui si divide il paese e la conseguente lotta armata tra istituzioni e gruppi terroristici di ogni estrazione si farà più aspra e violenta. Sono gli anni in cui è quasi impossibile effettuare una conta degli eventi e dei caduti in un quotidiano stillicidio di attentati, scontri in città assediate in scenari da vera guerriglia urbana e turbolenze: gli “opposti estremismi” si fronteggiano e sfidano lo stato e le sue organizzazione,senza sosta, col fine di incrinare il fragile equilibrio democratico del paese. E’ in corso la stagioni delle stragi di stato (si chiuderà in parte solo verso la metà degli anni ottanta con il termine della stagione del terrorismo) a cui nella maggior parte dei casi è ancor oggi difficile attribuire dei nomi certi ad autori e mandanti: muri di gomma e collusioni tra rami deviati delle istituzioni e della società civile che, a distanza di quarant’anni dal fatto e dopo trent’anni di processi, non hanno permesso di individuare un colpevole per Piazza Fontana .

Sempre nel gennaio 1977, la già barcollante solidità della politica e delle istituzioni viene messa a dura prova dal cosiddetto scandalo “Lockheed”. Politici e ex-ministri del governo vengono messi alla sbarra per un giro di mazzette pagate dall’azienda aeronautica americana per la fornitura di aerei militari “Hercules” alle forze armate italiane; ne faranno le spese l’ex ministro della difesa Luigi Gui, il suo successore Mario Tanassi , il presidente del consiglio Mariano Rumor fin su al capo dello stato Giovanni Leone, costretto a dimettersi nel giugno del 1978.


Renato Vallanzasca - la mala milanese della banda della Comasina

In febbraio due eventi segnano le cronache del tempo a distanza di pochi giorni: il 15 viene arrestato a Roma Renato Vallanzasca, capo indiscusso della banda della Comasina, e autore di rapine, sequesti e omicidi negli anni della “Milano Calibro 9”; sempre a Roma il 17 il segretario della CGIL Luciano Lama è cacciato durante un comizio dagli studenti che hanno occupato l’università. E’ la prima apparizione, da subito caratterizzata da scontri, degli autonomi detti anche “indiani metropolitani”. Nel mese seguente, anche sulla spinta di contestazione verso la riforma scolastica del ministro Malfatti, eventi acuiranno ancor di più i toni della rivolta studentesca: a Bologna lo scontro tra giovani di Autonomia operaia e cattolici di Comunione e Liberazione chiude per tre giorni la città in stato d’assedio, e lascia sul campo il cadavere di Pierfrancesco Lorusso, studente e membro di Lotta Continua. In risposta alle sommosse, il 13 marzo, il ministro degli interni Francesco Cossiga invia a Bologna i carri armati dell'esercito a presidio della zona universitaria della città.

L’Italia può cominciare a seguire quelle vicende, per la prima volta, da uno schermo tv a colori: da poco sono iniziate le prime trasmissioni a colori della RAI, le prime ufficialmente autorizzate sul territorio nazionale (infatti chi viveva al nord a ridosso del confini svizzeri, francese e istriano già da qualche tempo poteva godere del colore captando i programmi delle tv estere TSI, TeleMontecarlo e Capodistria). Ad alcuni mesi di distanza da quelle prime emissioni anche nella mia casa arriverà lo splendore del colore; un mastodontico tv-color Voxson da 25 pollici dotato di telecomando (che per la cronaca funzionò per la sola prima settimana di vita del televisore) si materializzò ad opera di mio padre nella nostra cucina. I mondiali di calcio di Argentina 78 erano alle porte, la tentazione di poter vedere quelle gesta a colori fu irresistibile; da quello stesso schermo vedremo il rosso di una Renault 4 parcheggiata in via Caetani a Roma. Nel baule di quella macchina il 9 maggio 1978 verrà trovato il corpo senza vita di Aldo Moro, segretario della DC, ucciso dalle Brigate Rosse dopo quasi due mesi di prigionia.

Milano 2 aprile 1977: anche il gangster “Francis” Turatello, storico rivale di Vallanzasca, è condotto alle patrie galere, si chiude definitivamente il periodo della “mala milanese” apertosi durante il decennio precendente.

Verso la fine dello stesso mese (il 22) Dario Fo e Franca Rame tornano alla televisione con “Mistero Buffo” dopo una pausa forzata che durava dal 1962; la rappresentazione scatenerà reazioni parlamentari e una condanna del Vaticano per vilipendio della religione.

Il gruppo dei Clash nel 1977

Spostandoci brevemente all’estero di quei giorni sono la pubblicazione del primo album della band inglese The Clash (album omonimo The Clash) e l’uscita nelle sale americane del primo episodio della saga cinematografica Guerre Stellari (Star Wars) prodotta da George Lucas.

Ma torniamo in Italia. La strategia del terrore diffuso attuata dai gruppi di matrice rossa non si ferma davanti a nulla: è la volta dei personaggi di spicco della carta stampata e del mondo dell’informazione. Il il 2 giugno 1977 a Milano viene gambizzato dalle Brigate Rosse Indro Montanelli, direttore del Giornale Nuovo; il giorno successivo a Roma, sempre gruppi brigatisti, viene ferito con le stesse modalità di direttore del telegiornale uno Emilio Rossi. Il mirino delle BR verrà di nuovo puntato nei confronti di un giornalista il 16 novembre a Torino: Carlo Casalegno, vicedirettore de La Stampa, morirà in seguito a quattro colpi di pistola sparati a brucia pelo da un commando brigatista.

L’estate del ’77 riesuma dalla memoria il nome di Herbert Kappler, criminale di guerra nazista responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine ; nell’agosto romano, durante un periodo di ricovero presso l’ospedale militare del Celio , Kappler riesce a fuggire dalla custodia e evade dalla prigionia.

Il 16 di agosto, a Memphis (USA), a 42 anni muore Elvis Presley: una folla di 100 mila persone parteciperà alle esequie. Sempre nel 1977 a distanza di pochi mesi da Presley, moriranno anche Maria Callas (53 anni) e Charlie Chaplin (88 anni).

L’autunno italiano di quell’anno vedrà sempre in primo piano lo scontro tra militanti dei diversi gruppi rossi e neri in cui il paese sembra irrimediabilmente spaccato. Walter Rossi, appartenente a Lotta Continua, viene ucciso Roma dagli oppositori neofascisti durante una operazione di volantinaggio; aveva solo 20 anni. In ottobre viene assegnato il premio Nobel per la pace ad Amnesty International e negli USA viene lanciata sul mercato l’Atari 2600 la prima console per videogiochi di ampia diffusione domestica.

La locandina di "Un borghese piccolo piccolo" con Alberto Sordi

Anche il cinema italiano del 1977 riflette gli umori e le particolari pulsioni del tempo: sono sicuramente da ricordare "Un borghese piccolo piccolo" (di Mario Monicelli con Alberto Sordi), "Gesù di Nazareth" (di Zeffirelli) , "I nuovi mostri " (di Risi-Scola-Monicelli) e "Suspiria" (di Dario Argento). Sulla scena internazionale, accanto al già citato "Star Wars", esplode la "Febbre del sabato sera" (Saturday Night Fiver) con John Travolta nei panni di Tony Manero. Sempre negli USA, Steven Spielberg propone "Incontri ravvicinati del terzo tipo" mentre Alan Parker realizza "Fuga di mezzanotte".

L’anno si chiude col movimento sindacale in piazza. Mentre la Fiat segna il boom delle vendite della 127, scendono in piazza operai e metalmeccanici per opporsi al progetto di aumento delle ore straordinarie e per chiedere l’incremento dell’occupazione. E’ il 31 dicembre del 1977.

 
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