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 Arona, vista dalla sponda lombarda...... di DL4U
 
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A volte la notte me ne sto sveglio nel letto e mi chiedo: "Dove ho sbagliato?", poi una voce mi dice "Ti ci vorrà più di una notte per questo".

Charlie Brown
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\\ Home Page : Storico : Pensieri, riflessioni e sfoghi... (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di DL4U (del 12/09/2010 @ 22:26:15, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 954 volte)
Una volta tanto nella vita mi permetto di entrare nelle vicende e nelle vite di qualcun altro senza chiedere permesso... forse non dovrei farlo e quindi me ne scuso in anticipo, ma ritengo se deve essere amicizia lo deve essere sempre specie nei momenti di difficoltà, incertezza e forse indecisione ... e sento di dover dare un piccolo contributo. Inutili i nomi e i riferimenti, tanto chi legge (se mai lo farà e se avrà la pazienza di farlo) si riconoscerà e prometto loro che mi impiccerò delle loro vicende questa volta soltanto. Scrivo per chi in questo momento si trova in un momento "un po' così", tra l'indeciso e il confuso, tra il fare e l'attendere ... tra il riprendersi e il lasciarsi. Allora premetto che, non conoscendo tutti i dettagli e non avendo ascoltato tutti punti di vista, posso solo dare una mia impressione della faccenda e posso solo immaginare .... forse è stata la paura, forse sono stati i cambiamenti, forse è stata un po' di confusione e/o indecisione nel gestire nuove situazioni di una convivenza più "stretta" ... non so ... ma una cosa è certa questo periodo vi ha messo a confronto più di quanto non abbiate mai fatto sino ad adesso, probabilmente vi ha permesso di scoprirvi a vicenda in maggior profondità, di mettere in discussione voi stessi, do confrontare il vostro carattere con quello di chi vi sta accanto. Avete avuto la conferma di avere, ciascuno di voi, una risposta differente ai problemi e alle piccole e grandi difficoltà della vita; c'è sicuramente chi vive le situazioni d'impulso e d'istinto e chi invece tende ad essere più riflessivo e forse più contorto nei propri processi mentali. E' normale perchè, checchè se ne dica, non siamo tutti uguali a questo mondo, e non tutti abbiamo le medesime reazioni agli stimoli e alle parole; non tutti siamo pronti allo stesso modo ad affrontare decisioni e situazioni importanti. A volte in un momento di frenesia ed impazienza si pretende troppo da ci sta accanto, forse si alzano anche i toni, non pensando a quali possano essere le sensazioni e le reazioni di chi sente quelle parole; un medesimo discorso può essere interpretato e vissuto in modi differenti a seconda del momento specifico in cui lo si intraprende. Detto questo quello che vi posso dire, da persona esterna ai fatti, ma sopratutto da vostro amico sincero che tutto ciò è normale: è normale nella vita incontrare delle difficoltà, è naturale incappare in qualche ostacolo che può confondere le idee. Sono le prove della vita che si devono affrontare e saper superare perchè a volte sono proprio queste tappe che consentono di mettersi alla prova, di maturare e di crescere. Assieme.E' un processo che non finisce mai, che dobbiamo sempre dominare e controllare e saper accettare senza paura e con la consapevolezza che sono fasi essenziali della vita di ciascuno. A qualcuno prima, a qualcuno dopo, ma prima o poi tocca a tutti e in qualche modo se ne esce cambiati, più forti, più consapevoli dei propri limiti e delle proprie forze, maggiormente sensibili nei confronti del prossimo. Perchè nella vita non tutto è bianco o nero ... anzi esistono tanti grigi che non necessariamente significano inaccettabili compromessi... quei grigi sono i punti di contatto tra noi, sono la capacità di conoscersi e capirsi vicendevolemente con i propri tempi sempre rispettosi dell'altro, anche a costo di fare  conti con l'orgoglio personale, con le proprie ambizioni, con i propri pregi e difetti. E osservandovi noto già che questa presa di consapevolezza è già in atto e in corso... smussando gli angoli retti del carattere e imparando ad aver pazienza dei giusti tempi, ragionandoci sopra... insomma crescendo. Quel poco che ho capito nella mia piccola esperienza è sempre dar il giusto peso, momento per momento, alle priorità (ogni età e ogni persona poi trova le proprie) sempre nel rispetto di chi ci sta accanto e a non buttare via ciò che abbiamo costruito con tanta fatica nel tempo: se sentiamo che questo è importante e che vale la pena lottare per difenderlo .. beh.. non esistono difficoltà insormontabili, problemi irrisolvibili. La riflessione, un po' di tempo e il dialogo aiutano... e poi la vera e unica risposta l'avrete guardando dentro con sincerità nei vostri cuori;  ma non lasciate che i problemi e gli ingorghi mentali vi sovrastino: quando vi sentirete pronti agite e difendete ciò che sentite più caro al mondo. Perchè se qualcosa deve essere, basterà un incontro e uno sguardo per dare una risposta definitiva a tutti i vostri dubbi. Credetemi. In bocca al lupo ragazzi.
 
Cara Eli, ho letto il tuo post e come, puoi immaginare, mi sono ritrovato in tutte le parole che hai scritto. I pensieri che hai espresso, quella voglia di tornare indietro anche solo per un breve istante, sono le stesse che provo io : rivedere un volto, poter dire quelle parole mai dette, poter recuperare quel tempo passato, quell'età che il destino mi ha rubato e mai più dato indietro. Sai, forse te l'ho detto, in questo strano percorso che la vita mi ha riservato a volte mi accorgo di aver saltato qualche fase della vita, forse quella più piacevole e spensierata, per essere ribaltato d'improvviso nel mondo "dei grandi". Dalla sera alla mattina, un giorno ti svegli e capisci che tutto non sarà più come prima, non lo potrà mai più essere. Bisogna crescere in fretta: non c'è più tempo per giocare, c'è da pensare alle cose importanti anche se hai poco meno di 14 anni, anche se quelle cose a malapena le comprendi.In questi casi è fondamentale il sostegno di chi davvero ti vuole bene, di chi condivide con te gli stessi sentimenti, le stesse situazioni. Da ciò la forza per superare il dolore, per convivere con il ricordo, per conservare la memoria. E' dura, ma è necessario riuscirci, anche se attorno il mondo non se ne accorge, anche se lui va avanti frenetico e scanzonato come sempre... vai poi a spiegare loro quello che provi tu dentro, quello che senti, quello che ti manca, ciò che davvero vorresti....  vai a spiegar loro che cerchi di rendere la tua vita il più possibile normale, ma spesso è difficile, a volte impossibile... perchè in fondo troppo normale questa vita non lo è. Sai, una volta, una cara amica che come noi ha passato esperienze e momenti difficili, mi ha fatto notare che certe persone hanno negli occhi un velo di malinconia anche se nel momento in cui le osservi sono felici e spensierate... sono  un po' le "cicatrici" che portiamo dentro e che testimoniano sempre il nostro passato ... sono segni distintivi, sono segnali che ci contraddistinguono, che ci rendono un po' diversi dagli altri,  apparentemente "strani" , sicuramente più riflessivi, forse un po' più forti. Più forti perchè sappiamo ciò che abbiamo passato, perchè conserviamo nel nostro cuore quel ricordo mai sopito e con questo con forza conviviamo ogni giorno cercando di migliorarci ogni giorno.  Sappiamo quali sono i veri valori, le cose davvero importanti della vita e .... ci girano fortemente quando incroci qualcuno che vive di cose fatue, frivole... che non dimostra la nostra stessa sensibiiltà. Non è vero? ... A noi non servono troppe parole per esprimere ciò che abbiamo dentro, ci basta un'occhiata, un gesto... facciamo un po' fatica ad aprire il nostro cuore (anche perchè qualche volta quando l'abbiamo fatto ci hanno tirato il classico bidone...), ma quando siamo di fronte a chi è un po' come noi non sappiamo tirarci indietro mai, leali ed onesti. A volte ci dicono musoni, ma se lo siamo è sempre e solo per una ragione precisa...  ci farebbe piacere se le persone che ci stanno intorno (specie quelle a cui tieni davvero)  sapessero leggerci negli occhi, in quelle cicatrici o in quei lampi di gioia mista a desiderio.... purtroppo non è sempre così e allora torniamo a sentirci "un po' così" .. diversi e strani, forse unici.  E così torniamo a ricercare .... perchè questo e il nostro segreto e siamo in costante ricerca di qualcuno che sappia spontaneamente capirlo... come diceva il nostro piccolo amico: "Voici mon secret. Il est très simple: on ne voit bien qu'avec le cœur. L'essentiel est invisible pour les yeux."  Eli, forza, conserva sempre ne tuo cuore il ricordo, la memoria dei momenti di gioia e di spensieratezza, nella certezza che la vita tornerà a riservarcene altre; quando? Non so, magari frammezzate da altri giorni di lacrime, ma torneranno certamente, l'importante  è non smetteremo mai di ricercare la felicità, di donare un sorriso, di offrire una mano generosa ... forti dei nostri ricordi, condotti per mano dai nostri "speciali custodi" che, da qualche parte, costantemente vegliano su di noi.

Un bacio. A presto 
 
Di DL4U (del 20/06/2010 @ 14:15:54, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 878 volte)

Wondering ...

a space for me and you but there was never,
a bit 'of time that it was a clipping from a stroke and the other,
the gratitude for a sign with a simple gesture,
the memory of a small, fucking,  date

Answer ..

no problem: the anger grew and then passed away
and I did not bother by and pulled forward,
always with a smile on my face 

Perhaps ...

just enough to understand, but it was not
I'm not perfect I know, but I'm changing,
I'm changing, but I can not twist

It was so simple to read between things, but it was not
just enough to understand a look, but the desire was not there

And..

I never forget the good and who gave it to me
I have wrinkles and pain for people who are no longer
I am always afraid of losing what little I have given all day
I never forget the good and who gave it to me 

Finally ..

sometimes I wish someone would notice me..
now goes well, everything passes everything flows, no problem

the shoulders are strong and handle the weight,
so please silence, do not look for me again: 'cause you do not fool me again

Please no more.

_____________


- "Ti ci abituerai. Finirai per non vederlo neanche più" fece.

- "E come? L'avrò sempre lì,sotto agli occhi."

- "Appunto" disse Mattia."è proprio per questo che non lo vedrai più"

(da "La solitudine dei numeri primi" , Paolo Giordano)


 

 
Di DL4U (del 27/05/2010 @ 22:22:00, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 941 volte)
Che periodo questo... dire incasinato è poco, quasi ai limiti fisici per il mio povero motoneurone.... un po' troppe cose per la testa, mille cose da fare, una certa tendenza al nomadismo e complessivamente poco tempo per tutto e anche per me... vabbè essere Mandrake ma qui si attenta seriamente alla mia già precaria sanità mentale : - ) Venezia ad aprile, pronti via da un giorno all'altro spedito in Sardegna settimana scorsa, domani a Roma sino a lunedì, quindi Londra a giugno per un weekend e poi di nuovo a Venezia per l'HJF 2010... a volte per lavoro altre volte per interesse personale & cazzeggio...naturalmente senza farsi mancare qualche sabato-domenica di lavoro straordinario... ragazzi avete ragione quando commentate su FB dubitando della mia "normalità"... ma cosa vi devo dire... "...normale io ?"  "mai stato tutto giusto... se poi in quasi 33 anni non mi sono ancora capito del tutto io..."  E poi in fondo che vi devo dire... normale? No grazie, meglio un po' di sana atipicità  (e so bene di esserlo, ma anche voi amici miei più cari lo siete un po', ed è per questo che per me siete speciali ; - ) ) e anormalità... ovviamente il tuto mia maniera incasinata... forse è vero quando mi si dice che sono troppo disponibile, dovrei forse esserlo meno e pensare più a me... e dire che per qualche periodo c'ero quasi riuscito!  E' vero che per questa strana attitudine poi alla fine mi trovo in mezzo ad un milione di casini da smazzare, mi incazzo e poi mi scazzo, c'è chi se ne approfitta, ma alla fine sono sempre lì... ma cosa vi devo dire, sono così e gira che ti rigira ci casco sempre... forse non sarebbe lo stesso se non fosse così... forse non sarei nemmeno io... boh valla a capire 'sta storia. Certo non ignoro che poi la fregatura comunque la prendo io e per chi mi sta intorno a volte non è affatto semplice comprendere il mio casino complessivo... vai a spiegar loro la ragione di "eccitantissimi" weekend o di "esaltanti" nottate passate a prendere a calci server o altri cavolate simili... Caro Gigi avevi ragione quando tempo fa mi hai scritto quel SMS di supporto in un momento di difficoltà... maledetto senso di responsabilità, dovremmo fare un po' come il resto del mondo e dedicarci un po' a noi e, se riusciamo,  trovare davvero chi ci vuole bene...   sai qual'è poi la cosa ridicola ?  E' che poi anche quando pensi di avere trovato...miiiiii anche lì una marea di difficoltà, casini, problemi, dubbi, paturnie mentali... tanto che poi  alla fine si rimane quasi sempre con un pugno di mosche in mano .. e che palle che sei Alberto, avrai anche anche un solo neurone ma quanto rompe!!  : - ) Boh....  vai capirmi... ma sappiate che vi voglio bene, nessuno escluso (ovviamente con qualche naturale preferenza che nemmeno sotto tortura ammetterò, ma che tanto avrete già capito visto che difficilmente riesco a nascondere qualcosa... ) ... e poi se vi va ricambiate sinceramente che qui ce n'è bisogno ... ahaha .. bene... dopo questo exploit di cavolate serali posso andare a riempire col mio solito rigoroso disordine e tempismo il mio fidato trolley... cordiali saluti!

P.S. : inutile trovare ragione o spiegare con un nesso causa-effetto quanto scritto sopra non faccio uso di sostanze stupefacenti : - )  ahahah ... il neurone è così prendere o lasciare....  I've a complicated brain, always!
 
Di DL4U (del 25/03/2010 @ 00:12:40, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 887 volte)
Divenire, già. Com'era? "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma", qualcosa di vero in questa affermazione deve essere vera. Sono tante, forse troppe, le cose che ci sfilano ogni giorno sotto il naso, la velocità con cui cambiano spesso è troppo repentina, tale da non permetterci di apprezzarne il gusto, i sapori, di goderne appieno gli attimi. Forse troppo spesso siamo noi ad essere insensibili,  costretti come siamo dai ritmi e dagli impegni della vita, altre volte preferiamo nasconderci da esse dietro a maschere per paura di apparire come siamo. Veramente. Che male c'è nel mostrarsi nella nostra integrità, nelle nostre debolezze e i nostri limiti? Nulla, ma preferiamo così, è forse più semplice, più pratico. Ce lo impone il contesto, bisogna essere così, altrimenti chissà poi gli altri cosa pensano. Io a 'sta cosa ci ho sempre creduto poco, ci credo ancor meno negli ultimi anni. Di maschere ne ho viste troppe, su troppi visi, sinceramente mi frega poco di quello che pensano "gli altri", preferisco essere sincero con me stesso e con chi mi vuole bene, anche se questo costa fatica. Già è dura stare con me stesso per come sono, figuriamoci se dovessi sostenere anche un ruolo diverso. Certo sarebbe più semplice essere "duri e puri",  indossare una bella corazza e via, senza problemi, affrontare il mondo e i problemi: no così è troppo facile. Sarà per una certa propensione all'incasinamento mentale, ma preferisco osservare, magari rifletterci sopra e, se è il caso, parlare e agire. Qualche volta la fase di riflessione ha il sopravvento sulla fase di azione e  viceversa, in questo caso tipicamente si generano i casini: ma l'ho detto prima, mai capito molto del sottoscritto. In ogni caso nel frattempo tutto scorre... suoni e immagini, persone e cose, emozioni e pensieri, gioie e dolori: nel filtro della memoria e del cuore rimane quello che davvero è per noi importante.Quello che lì dentro si ferma non si perde. Si conserva, spesso si trasforma. E divengono esperienze, sentimenti e ricordi spesso indelebili.Sta a noi riconoscerli, accettarli per come sono, conservarli e proteggerli, a volte incoraggiarli per come possiamo. A volte questo ci richiede impegno e tempo, spesso non può nemmeno essere fatto tutto dal singolo; quasi mai è semplice ci sono scosse da accettare, sensazioni da vivere...come fare è difficile a dirsi, di sicuro non servono scudi e armature. Si può essere alternativi anche semplicemente essendo se stessi... sarebbe la cosa più facile da fare, troppo spesso è la più difficile. Dove sarò domani? Non so. Cosa farò e con chi? Non so. Cosa vorrei avere? Ho qualche idea, non so bene come realizzarla. Unica sicurezza? Un po' d'impegno e qualche certezza a cui aggrapparsi in caso di difficoltà. Le cose cambiano e si trasformano... come non è spesso dato a sapersi...so solo come alcune di queste le vorrei. Un po' di anarchia magari le sistemerà. D'altra parte non sono mai stato un fenomeno in chimica.
 
Di DL4U (del 25/01/2010 @ 00:14:30, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 1022 volte)

Serata uggiosa, con una strana pioggia che a tratti pare neve mal riuscita e che sostanzialmente non fa altro che sporcare ulteriormente il parabrezza della macchina. Ritorno a casa dopo aver visto a casa di amici il derby e nel lettore il cd di Vasco; non un cd qualunque ma una raccolta che avevo masterizzato tempo fa, mescolando una ventina di canzoni che mi piacevano particolarmente. E' un disco con una certa storia: avrà all'incirca otto-nove anni e a furia di girare e passare da uno stereo all'altro, da una macchina all'altra, da uno zaino all'altro ormai è logoro e rovinato in più punti. Ci sono tracce (per esempio "Siamo solo noi") dove la riproduzione salta continuamente, dovrei buttarlo o rifarlo, eppure sono affezionato a quel "rottame".   Penso mi abbia accompagnato in molti momenti, in molti cambiamenti, della mi storia recente. Era spesso nel lettore portatile quando viaggiavo in treno da e verso Milano ai tempi del Poli, allo stesso modo mi accompagnava nelle mattine sull'autobus nel periodo in cui stavo terminando l'università e mi affacciavo al mondo del lavoro, era nell' autoradio due macchine e qualche anno fa una domenica in cui presi una decisione definitiva. La sequenza delle tracce ormai è stranota, ma spesso mi capita ancora di mettermi a cantare una canzone o l'altra: le parole note, la necessità di mantenere gli occhi aperti la sera quando si ritorna tardi da Milano dopo interminabili giornate di lavoro, l' esigenza di  svegliarmi alla mattina presto quando l'ultima cosa che vorresti fare è metterti in auto al freddo e al gelo macinare 70 km tra pioggia/neve/traffico/casino/stress fanno di Vasco un valido supporto alle mie migrazioni quotidiane. Tra treni, bus e auto, tra Poli e lavoro sono quasi 13 anni di viaggi e di vita pendolare: forse a contare i km e il tempo almeno un giro del mondo. Dicevo spesso accompagnati da quel cd, spesso in riproduzione durante fasi di cambiamento e/o scelte di vita. Tempo fa (due anni o più non rivordo) scrivevo su questo blog che la nostra vita incrocia spesso, in momenti diversi, quella di un certo numero di persone,  modificandone  così il destino, l'evoluzione. Questi sono i momenti del cambiamento, della crescita ... insomma gli snodi cruciali della nostra storia personale. E spesso Vasco era lì. Vabbè direte: casualità, lo dico anche io, ma è questa ricorrenza che provoca una particolare attenzione per quel disco tutto rovinato da graffi e incisioni. Anche adesso è un periodo di cambiamenti, i miei soci lo sanno visto che anche per loro in qualche modo lo sarà, non del tutto voluti, non del tutto chiari sino in fondo, ma pur sempre cambiamenti. Ho imparato ad affrontare queste fasi in modo più sereno, più distaccato e meno "di petto"; con questo non voglio dire che qualche volta non salga la classica incazzatura o non parta il frullatore dei pensieri, ma cerco di controllarli. Qualche esperienza passata, qualche "ruga" nell'anima e nel cuore impediscono di "staccare" del tutto il cervello" (nonostante possa apparire in qualche momento diverso, nei momenti davvero importanti ci sono mille ragionamenti - bacati? - mille valutazioni -sbagliate? - prima di parlare o fare - e poi qualche volta ti manderesti a quel paese per quanto sei complicato e quanto questo ti autocomplichi la vita in certi momenti dove forse sarebbe più utile seguire l'istinto), ma nonostante questo vedo che riesco ad osservare un "po' più in alto" le cose che avvengono senza essere sempre travolto dal vortice degli eventi. Come anche suggerito da amici, cerco di essere positivo: un cambiamento è pur sempre una svolta, una fase nuova da cogliere ed esplorare, dai contorni magari poco nitidi, ma che comunque voglio far fruttare al meglio da punto di vista personale. Sarà  occasione di aver più tempo per la vita privata, troppo spesso compressa e relegata in un angolo dai ritmi frenetici,  sarà occasione di nuovi incontri in un ambiente diverso, sarà forse un modo di gestire il lavoro on modo differente: insomma ci sarà da inventarsi e scoprire un quotidiano differente. Sicuramente minor tempo passato al volante e meno km da macinare, controbilanciati dal fatto che ci saranno meno occasioni di incontro con i miei "compagni di merende e avventure": vabbè ragazzi voglio pensare positivamente anche qui... avremo un motivo forte in più per organizzarci al di fuori, per intraprendere nuove e magari più strampalate iniziative per divertirci e trascorrere tempo assieme. E lo faremo statene certi ! Gira che ti rigira tocca sempre reinventarsi nuovi equilibri personali, anche quando pareva che per certi versi fossero già stati ottenuti. Ma forse è giusto così: chissà che non sia uno step per raggiungere un equilibrio più complessivo...forse per colmare quel "buco" cronico che sento sempre più impellente e stringente. La testa ora c'è, ora forse anche il tempo... se è vero, come dice una storia che ho sentito raccontare in un film, che ti sei già messa in cammino prima o poi ci si incontrerà (o reincontrerà ??) per la strada...  vediam almeno di non andare per percorsi diversi o come sempre a ritmi diversi... altrimenti si fa un gran casino e si perde un sacco di tempo. E quel disco ci sarà ancora, ed essendo ancora un cambiamento, suonerà ancora, magari con qualche graffio in più ma suonerà ancora anche solo nella memoria. Quel cd rovinato dovrei buttarlo e rifarlo, ma forse per questo motivo mi va ancora bene così com'è,  un po' mi assomiglia ...e per questo, sono sicuro, che non lo getterò.

 
Di DL4U (del 16/10/2008 @ 21:12:36, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 759 volte)

Forza Gigi, il momento forse più difficile è passato, vedrai che da oggi le cose miglioranno giorno per giorno. Un grandissimo in bocca al lupo a tuo papà, e per qualunque necessità piccola o grande ricorda che ci siamo!  A presto e un abbraccio...     : - )

 
Di DL4U (del 06/10/2008 @ 18:11:14, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 706 volte)



Credo che ognuno di noi abbia degli obiettivi e che la voglia di migliorarsi e un minimo di consapevolezza in propri mezzi possa aiutare a raggiungerli. Credo non esista peggior delitto del buttare via sé stessi, le proprie potenzialità e quelle caratteristiche che ci rendono unici:  è nostro dovere  coltivarle e non lasciarle morire negli angoli bui della nostra esistenza.  Non credo esista la sfortuna punto e basta: ciò che ci accade è quasi sempre conseguenza di quanto abbiamo fatto in precedenza e se qualcosa va storto probabilmente abbiamo commesso un errore da qualche parte. Poco male. L’importante è fermarsi un attimo, il tempo necessario a comprendere dove abbiamo sbagliato e per farne esperienza per il futuro. E se poi quello che chiamiamo destino ci riserva qualche sfida è doveroso provare a reagire:  nella vita non si può essere sempre in debito, prima o poi ci sarà qualcuno o qualcosa che ci aiuterà a pareggiare i conti. Credo che per essere almeno un po’ felici ci voglia poco:  volere bene a sé stessi e ai tuoi cari, l’affetto di chi ti sta intorno, qualche amico fidato, l’amore vero e disinteressato se hai la fortuna di trovarlo, circondarsi il più possibile di persone  positive ed allegre con le quali condividere momenti divertenti, dare il largo alle tensioni e alle influenze negative, un po’ di musica, un po’ di moto e qualche soddisfazione ogni tanto.  Credo nel potere terapeutico di una sana risata, nella forza di un sorriso e nella scarica di energia che ti dà un assolo di chitarra rock. Sto imparando a non farmi più sopraffare dal lavoro e dalle tensioni, il fisico e lo spirito alla lunga ne risentono. Credo che la frenesia, lo stress, le paure, le invidie e i sospetti ci impediscano di apprezzare le piccole cose belle della vita e ci rendano automi insensibili alle emozioni, pessimisti ed incapaci di relazionarci con gli altri. Non voglio essere più così. Voglio continuamente migliorarmi, ma con i miei tempi, non voglio frenare la curiosità nell’apprendimento  e la voglia di conoscere e provare nuove esperienze: non c’è peggiore cosa del fermarsi sulle proprie posizioni, del perdere gli stimoli, dell’annullare ogni forma di confronto con gli altri. Credo nel coraggio di sapersi rinnovare e nella spontaneità dei sentimenti. Credo che per migliorare sé stessi prima di tutto bisogna provare ad essere sé stessi. Credo non ci sia più soddisfazione del sentirsi apprezzati per ciò che si è e per ciò che si è fatto, più grande emozione del sentirsi dire “ti voglio bene” da chi non te lo aspetti, più  immenso calore di un abbraccio ricevuto.  Credo che nella vita e nelle proprie attività non “ci possa tirare indietro” e siano necessarie responsabilità, etica, collaborazione, un po’ competenza e molta umiltà: credo che questa riflessione troppo spesso è disattesa nel mondo che ci circonda. Credo a chi mi parla guardandomi negli occhi. Credo nello sguardo ingenuo e sincero dei bambini. Credo che nella vita ci voglia cuore, un po’ di coraggio, tanta comprensione ed estrema sensibilità verso il prossimo, ma credo anche che gli altri non ne debbano troppo approfittare giocando con la nostra buona fede.  Ogni tanto chi aiutiamo dovrebbe fare lo sforzo di capire i nostri problemi e le nostre necessità e venirci incontro: è questione di rispetto.  Credo che nei momenti importanti e difficili della vita si veda davvero quanto valgano le persone e quanto sia profonda la loro sensibilità. Credo alle persone che in queste situazioni dimostrano umanità e non hanno paura di mettere a nudo i loro sentimenti. Credo non si possa essere del tutto liberi dai condizionamenti dell’ambiente in cui si vive o lavora, ma almeno bisogna tentare di superarli. Credo che qualche sana follia ogni tanto faccia bene allo spirito e all’umore. Credo che il mio modello ideale di vita sia abbastanza semplice e tradizionale, una famiglia normale, un lavoro che mi interessi e mi dia sicurezza, una casa, forse dei figli: credo che tentare di realizzarlo e sostenerlo sarà la sfida più grande dell’intera esistenza. E qui non si può correre il rischio di sbagliare. Credo alle mie origini, che per quanto semplici, hanno contribuito a farmi arrivare fino a qui con qualche idea in testa e con un po’ principi a farmi da guida. Credo di aver molti limiti e difetti da colmare, o e qualche rimpianto di troppo nell’armadio ma anche di avere qualche buona potenzialità e qualche idea nel cassetto che mi permetterà di andare avanti provando a realizzare i miei obiettivi. Credo che alla fine non sia tutto qui, ma che da qualche parte prima o poi sia si debba iniziare. Quello è il momento giusto per  fare i conti con noi. Non c’è via di scampo.  Solo allora potremo dirci consapevoli di noi stessi e credere, forse, in un futuro migliore.

 
Di DL4U (del 19/08/2008 @ 00:07:11, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 591 volte)
Ci sono giorni, situazioni, eventi, persone ed incontri che entrano con forza, prepotenza a volte con violenza nella nostra esistenza. Sono quei momenti quando, nonostante tutto ti devi fermare, in cui cadono tutte le certezze di una illusoria sicurezza, sono le volte dove ti senti piccolo di fronte a ciò che accade, in cui cadi inerme nel vortice di quanto ti ruota intorno. Sono i momenti forse più sinceri della nostra vita, dove siamo solo e semplicemente noi davanti al turbinare degli eventi: vorresti fuggire via, vorresti essere in grado di dominare il vortice di pensieri ed emozioni come più o meno fai nelle cose di tutti i giorni, ma è inutile; a volte la forza e la razionalità ti bastano a vincerle, in altri casi l'unica scelta che ti resta è farti trasportare da esse. Sono le occasioni dove la vita ti travolge con tutto il suo impeto e non c'è via di scampo: la ragione fa quello che può il resto è soltanto l'imponderabile reazione o conseguenza del nostro essere più intimo, del nostro gioire o soffrire delle situazioni e degli eventi. Non ce n'è, sono fortissimi pugni nello stomaco, sono reazioni d' istinto, spesso sono i naturali sfoghi di tensioni altissime e forti accumuli di stress. Nell'istante in cui vivi queste situazioni non c'è modo e tempo per elaborarle o comprenderne l'intimo significato, solo il correre dei giorni e la distanza aiuta a riaccendere la razionalità e permette di farne un'analisi e forse darne un significato, una ragione. Qualche volta a distanza di tempo scopri che da quelle pieghe dell'animo, da quelle tacche che vengono incise sul nostro essere, rinasce nuova vita forse più ricca di esperienza, più consapevole e scopri che, in ogni caso, sono il segnale di un cambiamento: sono le svolte e le tappe essenziali della nostra piccola storia personale. Rimarranno sempre con noi e diverranno in modo indissolubile parte del nostro essere.
 
Di DL4U (del 06/08/2008 @ 21:27:46, in Pensieri, riflessioni e sfoghi..., linkato 659 volte)
Oggi abbiamo fatto il primo passo concreto per risolvere un grande problema: forse finalmente, dopo anni di fatiche e frenesie, si potrà tirare un po' il fiato e cominciare a sperare in una maggiore tranquillità... incrociamo le dita.
 
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