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Abruzzo. Cronaca di una tragedia annunciata
Di DL4U (del 06/04/2009 @ 20:28:54, in Impegno sociale, linkato 699 volte)
Lunedi 6 aprile 2009, ore 3.32. Una scossa di terremoto tra l'8 e il 9° della scala Mercalli sconquassa l'Abruzzo e L'Acquila: oltre 150 morti, 70mila i senzatetto, distrutte decine di migliaia di case, infrastrutture, monumenti, edifici storici, ospedali, università. Si scava a mani nude sotto la grandine e pioggia. Riporto una nota di Daniele Biachessi, giornalista, scrittore  e vicecaporedattore di Radio 24, come l'ha postata sulla sua bacheca in Facebook. Riflettiamo insieme ed esprimiamo solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma.



Nella foto: L'Aquila dall'elicottero della Polizia di Stato

"Mentre si scava sotto le macerie e prosegue la triste contabilità dei morti e dei dispersi, dalle cronache del terremoto in Abruzzo emerge la sottovalutazione e la superficialità dei responsabili della Protezione Civile. La zona interessata dal sisma è la dorsale appenninca, la cui falda è soggetta da sempre a scosse telluriche di forte intensità. Giampaolo Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, aveva messo a punto un sistema in grado di prevedere i terremoti. Nei giorni scorsi lo strumento da lui creato aveva rilevato la presenza massiccia di precursori dei terremoti nella zona di Sulmona, attraverso i livelli di radon liberati dalla terra. Poi il sisma non era avvenuto e lui era stato denunciato per procurato allarme. Ma le sue previsioni non erano errate, ma soltanto anticipate.

Da settimane si avvertivano micro scosse telluriche e non è scattato alcun piano di emergenza.Perchè? Di chi sono le responsabilità?

Nella mia carriera di giornalista ho fatto i conti con diversi terremoti:Friuli(1976), Irpinia(1980) e Umbria (1998).Quello che va in scena in Abruzzo è un brutto film già visto. La scarsa prevensione, i piani di emrgenza mal funzionanti, le strutture della Protezione Civile che giungono in ritardo di ore (in Irpinia di giorni, arrivai prima io e altri colleghi a Buccino che i convogli dell'esercito). E ancora le promesse dei politici mai mantenute, la ricostruzione tardiva, i fiumi di denaro mai arrivati alla popolazione, perfino le tangenti e l'ombra inquietante della criminalità organizzata come dimostrato da tutti i tribunali con sentenze passate in giudicato. Resta la rabbia e il dolore, e la solidarietà che scatta ogni volta che accadono disgrazie di questo genere. E la brava gente italiana che si rimbocca le maniche, che ricostruisce, mentre il sonnecchioso pachiderma statale si inventa il business della ricostruzione."

Daniele Biacchessi